Interviste in circolo

Lucia Giulia Picchio

“…marchigiana di nascita e milanese di adozione, è docente di lingua e letteratura francese, scrittrice e blogger”

I suoi libri: La più magra del reame ( Sonda 2003), Sognando la beauty farm ( Sonda 2004), La dieta dei vip ( Sonzogno 2005), scritto con Nicola Sorrentino, Forty. Avventure di una quarantenne tra casa e libri, tra realtà e reality (A&B Editrice 2011) e l’ultimo Siamo così. Vocabolario di salvataggio per donne dopo i 40.

“Curiosa, ironica e intrigante, scandaglia e racconta l’universo delle donne dai quaranta, quelle over forty che a suo parere si stanno godendo il meglio della vita.”

Il suo blog “Forty Planet” è dedicato a questo

Intervista in Circolo

1• Cosa ti evoca la parola Signora?
Se chiudo gli occhi e penso alla prima idea che mi evoca questa parola, mi tornano in mente le volte in cui la pronunciavo da piccola, quando con mia sorella Francesca giocavo “alle signore”: “Buongiorno Signora come sta oggi?” “ Molto bene grazie, e suo marito?” “ Mio marito è morto purtroppo…”. Un decesso inevitabile quando giochi alle signore tra bambine e senza maschi che si prestino al ruolo del coniuge, e pertanto i mariti o sono partiti o… dipartiti. Questa parola si lega quindi nel mio immaginario alla prima forma di koiné al femminile.

2• E la parola Circolo?
Questa parola per me si lega invece di primo acchito ad una socialità maschile: il circolo era il posto in cui andava tutte le sere mio nonno quando usciva con gli amici e la nonna restava a casa. Devo dire quindi che la parola “circolo” legata a “signore” per me profuma oggi di riscatto, di quella libertà che non ho mai visto prendersi alle donne della mia famiglia. Da amante della semiotica poi, non posso non legare la parola “circolo” al verbo “circolare” e pensare che quando si tratta di signore, a circolare c’è sempre una bella carica di emozioni e di complicità.

3• Il tuo segreto per affrontare i momenti difficili.
Il mio segreto per affrontare i momenti difficili è quello di ricordare a me stessa che io sono il baricentro della mia vita, nel bene come nel male e che molto attiene a me e alla mia volontà. Molto spesso siamo infelici e attraversiamo momenti difficili quando spostiamo fuori di noi il nostro baricentro affidando la nostra felicità a cose o a persone che sono al di fuori della sfera del nostro controllo: a un amore, a un lavoro, al denaro, a un’amicizia, tutte realtà molto importanti ma su cui non possiamo intervenire in modo determinante e unico con la nostra volontà. E’ quindi molto importante avere nella propria vita qualcosa che le dia un senso e che sia profondamente nostro: una passione, una grande autostima, un’attività che amiamo fare e che ci restituisca sempre il meglio di noi. Sarà il nostro paracadute nei momenti difficili.

4• Che cosa ti piace condividere con le amiche?
Con le amiche mi piace condividere confidenze e convivialità. Con discrezione nel primo caso, senza troppo senso della misura nel secondo.

5• Il nostro motto è “Se non lo sai…te lo diciamo noi”, raccontaci una cosa che sai solo tu e che vuoi condividere con tutte le Signore in Circolo.
Una cosa che in poche conoscono è la possibilità di rifugiarci in una dimensione asettica e staccata dal quotidiano che ci garantisca la possibilità di far nascere nuovi rapporti in modo positivo e appagante, e a cui nel mio ultimo libro ho dato il nome di “bolla”. “ La bolla è quella dimensione esclusiva, chiusa e incontaminata, in cui secondo me, che si sia liberi o meno, andrebbero vissuti alla nostra età i rapporti e le relazioni affinché restino un miracolo. Al riparo e al netto da tutto quello che c’è fuori, che c’è stato prima e che si vorrebbe ci fosse dopo…” Il resto e il come, se vi ho incuriosito, lo troverete nelle pagine del mio libro.

6• Cosa significa per te leggerezza?
Risponderò a questa domanda con una bellissima frase di Calvino che ho già fatto mia anche questa nel mio ultimo libro: “… la leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Prendere la vita con leggerezza non è quindi un difetto ma una grande dote. E’ un lusso che tutti dovremmo saper regalare alla nostra vita.

        Grazie Lucia       

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