Cultura leggera, Feuilleton

Con le tartarughe si fanno i pettini -3 di Clementina Coppini

…Ho capito presto, in modo più o meno inconscio e più o meno contestuale alla formulazione di quella frase, che c’era una sola direzione per uscire dalla mia situazione: contromano. D’altronde non puoi fare altro quando per fuggire hai a disposizione una sola porta, guardata a vista. O ti cali dalla finestra (ma non è facile mettere in pratica un escamotage come questo e non sono mai stato molto atletico) o ti butti dalla finestra (ma non ha molto senso continuare la vita come una polpetta) oppure prendi la porta e te ne vai. Contromano, al contrario della direzione che vorrebbero importi, gettandoti fuori da ciò che ti comprime. Restare, oppressi dalle mura di una microscopica stanza, mai. Schiacciarsi al suolo, oberati dalla forza di gravità della paura, nemmeno.
Ho capito presto anche il valore del più o meno e del fatto che la vita è una stanza. Aula, ufficio, officina, ospedale, ricovero, prigione, bara.
Questa non è forse una cella? Un parallelepipedo bianco e spoglio e, a sorpresa, uno spiffero di sole che si allunga a terra malgrado il gelo e la neve. Questo posto è così freddo che mi si ghiaccia il pigiama. Perché sono finito qui?
Dopo tanti anni sto ancora aggrappato a un banco di legno a scrivere come una veneranda tartaruga.
Cosa sto scrivendo? Ma che importa? Il segreto non è adattare le parole a quello che si vuole dire, ma adattare la vita alle frasi. Tu la scalpelli in modo che ci stia, ma il risultato deve essere liscio come una scultura in marmo e non tradire la fatica. È così che dovrebbe funzionare. Ma funziona davvero così? Boh.
Vedo un vecchio bambino che canta a squarciagola canzoni di tanti anni fa. Uno che scruta l’orizzonte cercando un futuro che è passato in fretta. Mi piaceva cantare quando andavo in bici da ragazzo, ancora adesso canto mentre guido. Ho sempre avuto una gran memoria, non faccio fatica a ricordare le canzoni, soprattutto quelle brutte. Ho cantato tanto, soprattutto per non pensare. Cercavo solo di fissarmi in testa i testi delle canzoni e andavo avanti. Mi sono concentrato su questo, sull’imparare. Non solo le canzoni.

 

 Segue…                         

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