Cultura leggera, Feuilleton

Con le tartarughe si fanno i pettini-1 di Clementina Coppini

Diamo il benvenuto ad una straordinaria amica di cui vi abbiamo già parlato nei mesi scorsi: Clementina CoppiniLa nostra Cleme, oltre ad essere una bravissima scrittrice ed una grande Signora, ha scelto di accompagnare la nostra estate regalandoci un delizioso romanzo a puntate o, per le più raffinate, feuilleton. E’ quindi con vero piacere che inauguriamo questa nuova categoria. Signore…buona lettura! P&A

Cosa c’è di più spassoso di un feuilleton, un romanzetto a puntate vecchio stile? Circa diecimila altre cose, a occhio e croce. Forse qualcuna in più. Nondimeno oggi si comincia con la prima paginetta del feuilleton. Saranno capitoletti brevi, onde evitare di travolgervi in abissi di noia. Non è una storiella leggera, ma le storielle leggere a volte riescono a risultare molto più pesanti di quanto si possa immaginare, così come le storielle pesanti riescono ad alleggerire giornate pesanti come plinti cementizi. Oppure no. Insomma, fate un po’ voi. Buona lettura (si fa per dire). Clementina

Con le tartarughe si fanno i pettini

di Clementina Coppini

Ho scritto poche righe e abbandonato il progetto. Dimenticato tutto. Noi siamo una generazione che preferisce dimenticare piuttosto che ricordare. Eppure non facciamo altro che scrivere e segnalare e condividere. Appuntiamo con solerzia roba da scordare al più presto. Per questo saremo dimenticati e forse è anche meglio così. Una generazione non è niente, solo una parola. Poi ci vogliono i fatti. Noi non ne abbiamo fatti, di fatti, per questo rimaniamo parole. Ma non parole di quelle belle solide. No, parole e basta, fumo e vento.
Se i miei coetanei si sentono così credo ci sia una ragione. Io ho avuto tanto da lottare, e da vivere, così non ho potuto affidarmi alle volute di fumo. O meglio mi è piaciuto raccontarmela così. Fumo e vento.
Insomma, come dicevo ho scritto le prime righe e poi ho avuto paura delle conseguenze. Ho avuto paura di tante cose che non voglio ricordare e ho pensato di cancellare il file. Non voglio rivivere il mio passato, perché lo odio. Odio in generale il passato che ritorna, mi irrita il concetto di nostalgia e detesto in particolare il mio passato. Non lo voglio tra i piedi. Doveva andarsene già da tempo, invece è rimasto lì. Se Carlo non mi avesse raccontato della morte di suo figlio non avrei avuto problemi. Se ne stava lì, il passato, nel suo angolo e io in un altro angolo della stanza, senza contatti non strettamente necessari. Invece poi Carlo mi ha raccontato dell’orribile morte di Alessandro, un piccolo bambino di pochi anni e io ho ricordato la strada che mi ha portato qui, in questa cella. Gran bella cella, comunque. La strada è stata meno bella, molto meno. Fin dal principio, ma la mia capacità di reagire credo sia nata con me.
Ho capito che la vita non mi avrebbe abbattuto quando avevo sei anni, la seconda settimana di scuola. Mentre tutti i bambini si affaccendavano ancora attorno alle prime lettere dell’alfabeto, guardai il foglio e venne fuori una frase assurda: “Con le tartarughe si fanno i pettini.”

Segue …..                     

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8 Comments

  1. Maschio quarantenne con “l’animo di una signora in circolo” incontrerebbe amiche per discussione su tartarughe e pettini, magari tra un tè e un partitone a Burraco.
    Battute a parte, inizio intrigante, non vedo l’ora della seconda puntata.

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  2. Intrigante, poche frasi colme di aspetti anche inquietanti, non volevo termiare già la lettura ero pronta a divorarlo!

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  3. Inizio promettente. Aspetto di scoprire il passato e la vita di chi a sei anni può scrivere una frase così. ..”con le tartarughe si fanno i pettini “

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