Leggerezza

Ogni lasciato è perso

La nostra amica Paola, la sera in cui abbiamo festeggiato i suoi cinquant’anni ha dichiarato “ogni lasciato è perso”  e da allora non ha più rinunciato a nulla: fine settimana adolescenziali, feste, cene, aperitivi. Soprattutto non ha più rinunciato a prendersi cura di sè.

Per questa ragione noi, più o meno coetanee, abbiamo deciso di fare nostro il suo motto.

Se vogliamo dirla proprio tutta, il vero significato è “machissenefrega”. Ovvero: alla nostra età dobbiamo imparare, anzi, obbligarci ad assaporare tutto quanto la vita ci mette a disposizione a discapito del perbenismo e del giudizio. Certo non stiamo parlando di chissà quali trasgressioni ma forse è il caso di finirla con i falsi pudori.

Se abbiamo voglia di bere un bicchiere in più non dobbiamo rendere conto ad altri che a noi stesse…forse anche al nostro fegato ma resta sempre un problema nostro.

Se vogliamo civettare con il cameriere o il maestro di zumba non stiamo mettendo a repentaglio niente a meno che sia già un campo minato e questa solo la ciliegina sulla torta. Se decidiamo di vestirci in modo eccentrico o, semplicemente, diverso dal solito, l’unica cosa importante è sentirci a nostro agio…e non perdere di vista il buongusto che ci contraddistingue.

Liberiamoci dagli stereotipi e dai vincoli che ci siamo costruite da sole, l’unica cosa veramente imprescindibile è il rispetto di noi stesse, il resto

ce lo meritiamo. Ci meritiamo di lasciarci andare dandoci il permesso di uscire dal ruolo, o dai ruoli, che ci siamo costruite.

Forse non è il caso di aspettare il mezzo secolo ma, se questo significa alleggerire la nostra coscienza, allora l’attesa è concessa.

Concediamoci il lusso della leggerezza. I cinquantenni, spesso, mollano tutto per una trentenne.

Noi dobbiamo solo imparare a mollare una sera per un aperitivo con le amiche…attività molto meno stressante, benché alcolica, di un amante.

 

 

Regaliamoci un pomeriggio di shopping sfrenato senza nasconderci dietro la scusa della disponibilità economica, c’è talmente tanta scelta di negozi e

mercatini da poter andare incontro a tutte le tasche. Noi, quando il portafogli piange, piuttosto che niente ci buttiamo sulle mutande “treeuroenovanta” di una nota catena di intimo. Anche questo può dare soddisfazione se fatto in allegria ed in buona compagnia.

Impariamo a chiudere un occhio su quello che succede a casa, usciamo per trascorrere una serata piacevole con qualche amica e una bottiglia di vino senza domandarci continuamente  “qualcuno avrà caricato la lavastoviglie?”  e se,  la domanda continua a riaffiorare, beviamoci sopra che prima o poi ci dimentichiamo anche di avere una lavastoviglie.
Il peggio che ci può succedere è di trovare, al nostro rientro,  i piatti ancora sul tavolo e quindi? “machissenefrega” ci penseremo domani.

Signore: ogni lasciato è perso! Viviamo la vita fino in fondo, impariamo a godere dei nostri spazi…poi se il lasciato ha vent’anni meno di noi e degli addominali da paura…forse è meglio non perderlo. Basta che non diventi un’abitudine.

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2 Comments on “Ogni lasciato è perso

  1. Buonasera a tutte…..
    Mi chiamo Sabina,ho 46 anni e sto iniziando a vivere.
    Mi spiego meglio…..sono sposata da 20 anni, ho un figlio di 20 e una vita dedicata a loro e alla casa!!Insomma come la maggior parte credo di voi……due anni fa mi sono iscritta in palestra, e appassionata di ballo (mio marito no)ho iniziato a frequentare un corso di zumba ed ecco il decollo! Con le ragazze del corso abbiamo iniziato ad uscire ogni tanto la sera….ho imparato ad apprezzarmi a valorizzarmi come donna,vestendomi valorizzando il mio fisico, con tacchi alti magliette scollate….e credetemi essere guardata con piacere da ragazzi più giovani mi fa un piacere pazzesco!!!
    Amo bere con le mie amiche,camminare e sentirmi bella …….penso più a me stessa….e dopo serate di paranoia chiedendomi se tutto questo era giusto , se non stessi commettendo “peccato”nei confronti di mio marito. ….se lo ammassi ancora. ……sono giunta a una conclusione! !
    Che di male in me non c’è nulla…..anzi ….ho preso coscienza che sono viva. ……che a letto ho più fantasia. …..che se bevo un bicchiere in più mi sento più euforica ….che se parlo con un ragazzo che c’è di male…..in male sta dentro chi non sa vivere,esprimersi, che vorrebbe ma non può. …..il mAle sta nel reprimersi. ….

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